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American
Language Center
I maggiori istituti puntano tutto sulla conversazione
e il "self-access" degli allievi ai mezzi didattici
(La Nazione, 15 settembre '90)
"Il livello del mio inglese? Scolastico". E con questa
definizione ci si pone immediatamente in condizioni d'inferiorita, al livetlo piu basso fra
quelli possibili, e si accantona umilmente ogni velleita linguistica. In poche parole:
abbiamo qualche corretta nozione grammaticale, si sono acquisiti i rudimenti di una
conversazione artificiosa e accademica ma all'estero, sia per lavoro che per diporto, risultiamo come sordi e muti. Incapaci di cogliere nella fluidita del
linguaggio quotidiano una sola delle frasette precedentemcnte assimilate, frustrati
dall'impossibilita di esprimersi correttamente. Diventa quindi urgente la necessita di studiare l'inglese, l'unico vero
esperanto del mondo. Nelle scuole privale l'insegnamento dell'inglese sta ottenendo un
successo sempre crescente. Vediamo, insieme ai direttori dei maggiori istituti privati di
Firenze, come sono cambiate le tecniche d'insegnamento.
"Non piu banchi attrezzati con cuffie e registratori, era una moda quella, oggi
framontata, dice Anthony Harvey, inglese del Sussex ("la Toscana
brilannica"), neo-direttore del "British Inslitule" (1000 iscritti all'anno). "Oggi si punta tulto sulla conversazione e sui "self-access" (la possibilita, per gli studenti, di scegliere da soli i sussidi didattici di cui servirsi: film, videocassette,
libri o giornali anglosassoni) con particotare attenzione all'intonazione, alla pronuncia e alla lingua parlata". E per
accostarsi al comune linguaggio anglosassone, l' "Istituto Americano", fra le piu vecchie scuole d'inglese di Firenze con i suoi 35 anni di anzianita, ha installato un impianto
televisivo via satellite in grado di ricevere i programmi Usa. "Seguendo la televisione
americana, dalle "news" alle "soap opera", dalla pubblicita ai
"talk-show", si assimilano pronuncia e intonazione perfette", spiega Thomas
Shandorf, direltore dell'istiluto. "Della lingva americana, ovviamente", precisa. Ma
aggiunge che le differenze fra l'ingJese britannico e quello d'Oltreoceano sono minime: "Esistono piu differenze fra
l'italiano di Venezia e quello di Roma che fra l'inglese di Londra e quel1o di New York". Conversando inoltre, i
fondamenti grammaticali si apprendono senza sforzo, quasi automaticamente. Come avviene all' "American International School of Florence" (Aisf) che non e una scuola di lingue, ma un istituto d'istrutione in
lingua inglese. Per gli alunni dell'Aisf (non soltanto figfi di genitori bilingua o di diplomatici e accademici, ma anche
bambini italiani che desiderano raggiungere la perfetta padronanza dell'inglese senza
rinunciare al regolare curriculum scolastico) quindi, una "full immersion" nella cultura
anglosassone, una soluzione radicale al problema dell'apprendirnenlo deila lingua straniera.
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